glocal 2th hand clothes market

Mercato Merce Usata

Premessa

Nei pressi di Porta Nolana a Napoli, sui marciapiedi della zona che arriva fino all’inizio di Corso Umberto I si svolge periodicamente un mercato di merce usata, soprattutto abbigliamento, in condizioni igienico sanitarie molto precarie. Non sarà l’unico mercato di merce usata fatta da immigrati per immigrati nella zona di Napoli e provincia, ma il fatto che questo fenomeno avvenga in pieno centro di una città come Napoli, da diversi anni, sotto gli occhi di cittadini e turisti, senza che nessun amministratore locale senta il dovere di intervenire per dare maggiore dignità a quelle persone già molto sfortunate (in gran parte per colpa di governi europei – come quello italiano – passati e presenti, che hanno sfruttato quelle terre e quelle popolazioni), la dice lunga sul livello di civiltà della popolazione “benestante”.

Questa sopra è una mensola che costruii io tempo fa. Gli feci quelle scritte sopra e la consegnai ad un signore marocchino che sta spesso vicino Porta Nolana. Un gesto simbolico di solidarietà verso quelli che fanno il mercato in quelle zone.

Molte di queste persone arrivano in Italia da territori devastati da secoli di dominazione "colonialista". Arrivano quì in condizioni disastrose in seguito a circostanze che rendono la loro vita molto precaria. Spesso in fuga da persecuzioni di tipo politico e/o religioso, guerre, povertà estrema, condizioni climatiche difficili da sopportare, ecc. Difficile per loro trovare le condizioni psicologiche individuali e le energie mentali sufficienti per un'integrazione nel modello europeo (supposto che il "nostro" modello sia migliore). Quì da noi non trovano assolutamente il giusto tipo di accoglienza. Purtroppo i napoletani non si sottraggono alla prassi comune in troppe parti d'Europa di avere comportamenti di tipo razzista nei confronti di tali esseri umani. Sarebbe invece giusto da parte dei "locals" dare una dignitosa ospitalità a chi si trova in condizioni di difficoltà e non considerare invece i migranti semplicisticamente come un problema di ordine pubblico. Di conseguenza quindi le amministrazioni locali - per quanto in loro potere esclusivo - dovrebbero fare il massimo sforzo, per dare dignità a tali forme di economia informale, senza forzarne troppo la natura (sono loro in difficoltà - dovremmo essere noi ad adattarci di più alle loro caratteristiche).

Non esistono utopie, ma solo scuse per la pigrizia mentale umana

idee progettuali provocatorie per un futuro veramente sostenibile 

problematica

Ci sono diverse osservazioni critiche che si possono fare per capire come affrontare questo problema dal punto di vista della giustizia. In sintesi bisogna però partire sempre dal problema della povertà nel mondo e dell'emigrazione di massa che sono strettamente legate alle politiche di dominazione di stampo colonialista. L'aiutiamoli a casa loro è anacronistico in un'epoca in cui anche i cambiamenti climatici "non fanno più crescere filo d'erba" in molte zone dell'ex Terzo Mondo. L'Europa ha grosse responsabilità politiche in questo disastro e tocca a "noi" dare la giusta ospitalità a coloro i quali decidono di venire quì a "trovare fortuna". Bisogna dare l'opportunità ai migranti di trovare gli giusti spazi all'interno delle "nostre" città. Non si può chiedere loro di adattarsi alle regole locali se queste regole sono concepite solo per i "locals". Bisogna trovare framework legislativi ad hoc in grado di consentire forme di economia informale dove molti extra-cominitari trovano maggiore facilità di espressione.

obiettivo

L'obiettivo è  quello di creare un sistema che rende più dignitoso il mercato della merce usata. Sarebbe molto utile per queste persone se “noi residenti” (dovrebbe occuparsene il governo locale ma loro non fanno nulla se non cacciare via tutti ogni tanto) fossimo in grado di mettere a disposizione dei piccoli tavoli pieghevoli a muro. Tali mensole possono essere utilizzate come banco d'appoggio per la merce da vendere. Invece di stare a terra, che è più scomodo per tutti. Una volta finito il mercato il tavolo a muro viene chiuso e si lascia così il passaggio libero per pulire e per il passaggio di cittadini "locals" e turisti. Basterebbe un investimento minimo in una ventina di tavolini come quelli delle foto sotto dal costo medio inferiore ai € 50,00. Mensole d'acciaio resistenti all'acqua.

metodologia

L’idea sarebbe quella di avviare delle campagne di sensibilizzazione, coscientizzazoine e informazione rivolta a tre tipi di soggetti.

1. Da un lato le amministrazioni locali che governano i territori, affinchè si responsabilizzino rispetto alla tematica

2. Dall'altro le comunità locali, affinchè si diano da fare rispetto al problema in assenza di azione da parte delle amministrazioni locali.

3. Infine gli extra-comunitari che fanno i mercati e che vivono in zona.

Obiettivo sarebbe quello di rendere consapevoli tutti del beneficio di tale iniziativa per renderla "accettata" da tutti i soggetti coinvolti. L’idea sarebbe ovviamente da sviluppare attraverso percorsi di progettazione partecipata in grado di coinvolgere il maggior numero possibile di persone a vario titolo interessate alla questione: personale dipendente della P.A. e politici responsabili di funzioni pubbliche connesse al problema, cittadini residenti nelle varie zone dove tali mercati vengono effettuati, forze dell'ordine incaricate della vigilanza nella zona (soprattutto per i primi tempi), migranti che lavorano nel settore. E' ovvio che la buona riuscita del progetto dipende in larga parte dalla condivisione degli obiettivi e delle metologie utilizzate.

Anche in questo caso sarebbe bello organizzare una raccolta fondi per:

1. Effettuare campagne di sensibilizzazione presso amministrazioni locali e cittadini sull’utilità sociale di una tale iniziativa.

2. Utilizzare i fondi raccolti per l’acquisto dei tavoli pieghevoli a muro e di altra strumentazione, ed avviare campagne informative sulla loro presenza al fine del loro utilizzo.

Dai il tuo sostegno

Il tuo sostegno è importante per aumentare le risorse umane e/o finaziarie che vengono "dirottate" verso la sostenibilità vera della vita in città. Contribuisci con donazioni economiche o metti in atto azioni dirette volte a sensibilizzare le persone sulla necessità di tali obiettivi per il bene comune.