glocal homeless stations

Posti Letto Stradali

Premessa

Esistono diverse motivazioni che spingono alcune persone a vivere in strada per lunghi o brevi periodi. Tali motivazioni quasi mai hanno a che fare con scelte individuali prese in totale libertà di coscienza ed in piena consapevolezza. Spesso circostanze createsi in seguito a determinate dinamiche sociali spingono alcuni ai margini della società. Ciò rende la vita di queste persone precaria ed insana. Ma ciò crea situazione di disagio sociale anche a chi vive attorno a tali persone.

In moltissimi casi la causa di tutto ciò va cercata nella cattiva organizzazione sociale che i governi hanno generato nel corso di secoli di storia.  Questo va messo in relazione al modo in cui sono stati concepiti i sistemi economici e sociali. Il modello etico di riferimento impone ai più un individualismo nello stile di vita che non fa altro che creare una competizione malsana tra gli esseri umani. In questo stupido "gioco" ci sono alcuni che pagano un prezzo maggiore. Anche il modo in cui sono stati concepiti gli spazi vitali nelle città è il risultato di questo malsano modello etico. Le città offrono spazi "angusti", dove c'è poca "aria". Zone quasi sempre sovraffollate dagli esseri umani e dai loro veicoli a motore. Molto inquinamento. Molto rumore. Poco verde. Sostanzialmente giungle di cemento, acciaio e gomme di pneumatici. Il tutto si traduce in malessere collettivo che va affrontato. Il modo in cui questo malessere sociale viene affrontato non è efficace a causa dello stesso modello etico di base che offre le motivazioni all'azione umana. Se l'obiettivo dell'essere umano resta il potere economico per i più ambiziosi o il fare il minor sforzo possibile per "arrivare a fine mese" per i "dipendenti" di tali ambiziosi soggetti, è evidente che i servizi sociali e sanitari progettati non possono funzionare. In questo mondo l'obiettivo della solidarietà umana non è mai reale.

problematica

Nella maggior parte dei casi il non affrontare per tempo determinate situazioni di disagio sociale può provocare forme di malessere che si scaricano su persone più sensibili. Il che può creare anche situazioni di disagio mentale individuale che porta alla cosiddetta emarginazione. Le persone che finiscono in questo baratro molto spesso rifiutano il contatto con la "società organizzata" e molto spesso - quando questo disagio si aggrava ancor di più - finiscono per rifiutare qualsiasi contatto umano. E' evidente che per "tamponare" le situazioni di malessere di questo tipo è difficile pensare a dormitori dove si possano ammassare tutti i "disperati" di vario tipo. Se tale soluzione può sembrare efficiace dal punto di vista economico perchè fa godere alla società di economie di scala e di generazione di "posti di lavoro", di cui alcuni individui possono godere, quasi mai tali soluzioni alleviano le sofferenze di chi poi soffre davvero. Per questo bisogna pensare a soluzioni per la creazione di spazi vitali individuali (almeno fintantochè i governi non comincino a ragionare e a creare politiche di vero benessere collettivo!)

obiettivo

L'obiettivo può essere di duplice natura.

1. Da un lato la creazione di postazioni fisse single-box in strada destinate all'ospitalità di persone "senza-tetto".

2. Dall'altro la messa a disposizione di mobile-box, che potrebbero essere donati a chi vuole restare in mobilità, non resistendo a vivere nello stesso posto per più di un determinato arco temporale.

Si potrebbero destinare specifiche aree cittadine ad ospitare tali single-box. Magari corredando tali zone di piccole forniture di elettricità e acqua potabile (sarebbe anche un modo per mettere un pò di fontanine pubbliche in strada). D'altro canto si potrebbe pensare a punti di distribuzione dei mobile-box da parte di associazioni no-profit, comitati di quartiere, uffici o sedi perfieriche delle amministrazioni locali, chiese, o chiunque abbia un punto su strada facilmente raggiungibile e visibile.

metodologia

Dando per scontato (purtroppo) che i governi non si porranno mai l'obiettivo del benessere collettivo, spetta a noi cittadini occuparci di risolvere problemi sociali. Un percorso di progettazione partecipata con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti in una iniziativa del genere, può portare alla soluzione di tale problema. Per realizzare questo progetto servono:

1. risorse economiche che un gruppo di cittadini più responsabili deve proporsi di reperire (mettendone in proprio, con attività di fundraising, attraverso persone giuridiche riconosciute che possano chiedere contributi statali, ecc)

2. cittadini che si impegnino nella fase organizzativa (realizzazione e gestione delle aree dove si trovano i single-box e dei punti dove si distribuiscono i mobile-box)

3. cittadini che si impegnino nel sollecitare i governi sulla necessità umana di tali soluzioni

4. cittadini che mettono a disposizione spazi privati da dedicare alle aree per i single-box fissi oppure luoghi dove far ritirare i mobile-box.

Dai il tuo sostegno

Il tuo sostegno è importante per aumentare le risorse umane e/o finaziarie che vengono "dirottate" verso la sostenibilità vera della vita in città. Contribuisci con donazioni economiche o metti in atto azioni dirette volte a sensibilizzare le persone sulla necessità di tali obiettivi per il bene comune.