Categoria: equità

Chi vive in strada

Lug 15, 2026 | Equità | 0 commenti

Chi vive in strada: rendere la vita dei senzatetto più agevole

Sto cercando di raccontare questa storia per mettere in evidenza un aspetto che riguarda le nostre vite di comunità. Parlo delle difficoltà che incontrano le persone che vivono per strada. Quelle persone che hanno una serie di difficoltà a stare in questo tipo di società. Con cause che dipendono da traumi infantili, difficoltà di salute fisica e/o mentale legate ad incidenti di vario tipo, traumi adolescenziali che portano all'abuso di sostanze stupefacenti, difficoltà psicologiche trattate erroneamente con psicofarmaci che portano a peggiorare la situazione, ecc ecc. Cioè sono diversi i motivi per i quali una persona può trovarsi a vivere in strada.

Vivere per strada non è mai una scelta

La mia tesi è la seguente: chi vive per strada non lo fa mai per scelta. Scegliere è un'azione che presuppone l'espressione di una volontà non troppo condizionata dall'ambiente sociale circostante. Vivere per strada in ambienti urbani nella nostra epoca è estremamente scomodo e pericoloso. Non può quindi essere descritta come una scelta consapevole. E' solo un modo per la nostra società egoista di allontanare da sè la colpa di un malfunzionamento. Cioè sono tutta una serie di "malfunzionamenti" della società moderna che spingono alcuni individui a tentare di difendere la propria personalità, stando lontano dalle altre persone. E' il punto finale di un processo di marginalizzazione che un mondo capitalistico mette in atto nei confronti di chi assume un atteggiamento critico verso di esso (più o meno coscientemente e consapevolmente). E' un tentativo di "esorcizzare" la possibilità di una via alternativa all'individualismo estremo del mondo odierno. Una possibilità di vita che, se presa in considerazione, metterebbe in crisi la pigrizia mentale della maggior parte di chi - vivendo in società - accetta pedissequamente il modello etico ego-ed-edo-nistico imposto politicamente dall'alto (col fine del controllo delle menti).

Racconto questo piccolo episodio in un messaggio vocale

Allora voglio iniziare questa registrazione che riguarda appunto questa azione di solidarietà che ho fatto nei confronti di questa persona, parlando di ciò che mi è successo ieri (14 luglio 2026) a Napoli, stando un pò di tempo nei pressi di piazza Garibaldi.

Il motivo per cui racconto questo gesto

E' chiaro che il motivo per cui racconto questo gesto è il tentare di sensibilizzare le persone sul tema della assunzione di responsabilità verso i problemi sociali che riguardano e dovrebbero riguardare noi tutti. Sappiamo che i governi fanno poco o nulla in concreto per affrontare tali problematiche. Spetta quindi a noi cittadini praticare azioni dirette sia come forma di protesta/sensibilizzazione sia per organizzare per le nostre comunità servizi sociali di base che possano migliorare la vita di ciascuno. In questo sito web mostro dei "progetti utopistici" che riguardano diversi ambiti. Sono idee progettuali provocatorie ma necessarie (io direi indispensabili) per migliorare il tessuto sociale. Uno di questi è Posti Letto Stradali. Immaginiamo i miglioramenti nella condotta di vita di un senza tetto se avesse la possibilità di trovare per strada una piccola postazione (al limite anche mobile) dove poter dormire e svolgere minime funzioni vitali di base. Immaginiamo se i governi locali realizzassero in maniera stabile bagni pubblici gratuiti con docce ed armadietti. Proviamo a pensare quanto tutto questo possa costare alla comunità. Immaginiamo un numero di postazioni per la città di Napoli. Dico 100 postazioni stradali con letto e minimo vitale da occupare per periodi di tempo limitato. Questo consentirebbe chi si sente emarginato e senza più fiducia nella società di avere un giaciglio "al coperto" e con un letto pulito, senza lasciare il suo "status di homeless libero". Ciò allontanerebbe l'ipotesi di un rifiuto dell'aiuto offerto dalla società civile. Soprattutto per quelli che vivono anche geograficamente più lontani dal centro cittadino. Ci sono a Napoli tanti che, venendo scacciati da piazza Garibaldi o dalle zone di fronte al Museo Archeologico, finiscono poi nelle zone di Gianturco e dintorni, dove sono meno visibili e meno soggetti a fastidi di vario tipo. Se a ciò si riuscissero ad aggiungere dei bagni pubblici gratuiti credo che la possibilità di una persona del genere di riprendere forza e fiducia aumenterebbe. Dopo una settimana a dormire in un letto pulito, con la possibilità di avere un piccolo fornello dove riscaldare un caffè, o una presa elettrica per caricare un cellulare, e un paio di docce...forse anche queste persone potrebbero avere una possibilità di vedere la vita di società in un'ottica diversa.

Io credo che si possa fare

Io credo che la causa dei malesseri di queste persone sia nei valori di base che animano le nostre vite di società. Io stesso condivido molte visioni critiche da parte di queste persone. Anche se io riesco a stare dentro questa società. Trovando una ragione di vita proprio nella lotta e nel lavoro da fare per cambiare un mondo malato. Credo che sia la società che deve cambiare. Credo che la società civile dovrebbe rivedere in profondità l'etica (i modelli di comportamento) che la caratterizza. Io credo che si possa fare e che da questo non potrebbe derivarne che benefici per tutti quanti.

0 Commenti

Invia Un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inviami un messaggio

articoli correlati