Categoria: equità

Manifestazione del MMRN

Lug 3, 2026 | Equità | 0 commenti

Manifestazione del MMRN: 20 Giugno 2026 giornata mondiale del rifugiato

Quest'anno ho partecipato per la prima volta ad una manifestazione organizzata da un Movimento che raccoglie sotto la sua sigla i Migranti ed i Rifugiati di Napoli. L'MMRN ha organizzato nella giornata mondiale del rifugiato una manifestazione per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il tema dei diritti dei migranti e dei rifugiati. In particolare il diritto ad un permesso di soggiorno più semplice da avere e da rinnovare.

Avevo notato alcune settimane prima dei cartelli che invitavano ad una manifestazione il 20 Giugno. La cosa strana di quei cartelli era il fatto che era pieno di scritte in diverse lingue straniere. Lingue evidentemente appartenenti anche a popoli migranti.

Ho molta poca fiducia e speranza nella politica che si raccoglie sotto sigle di partiti e sindacati. Dato l'andamento della storia credo - purtroppo - che chiunque oggi aderisca ad un partito od un sindacato abbia degli obiettivi egoistici che poco o nulla hanno a che fare con il bene comune (in qualunque modo lo si voglia considerare). Chi si fa chiamare movimento mantiene invece nella mia mente ancora una valenza positiva. Almeno a livello di speranza. Questo perché credo che la lotta per l'affermazione di principi di benessere comune non si possa fare altrove che non fuori da organizzazioni che stanno "a libro paga" di questo sistema di potere già troppo corrotto.

Sono tra l'altro molto incuriosito dal "mondo dei migranti" perché credo che rappresentino una speranza per il futuro dell'Europa. Recentemente ho maturato una discreta capacità di superare le barriere culturali (dentro il mio cervello) che mi impedivano di avvicinare i cosiddetti extra-comunitari. Nel confrontarmi un pò di più con alcuni stranieri conosciuti per strada, mi è sembrato di capire che molti di loro conservano un'etica personale che li tiene ancora sufficientemente lontani dalle logiche di dominazione e sfruttamento che (ahimè) invece costituiscono le basi della "nostra" cultura occidentale. La cultura che ispira i valori di fondo della cosiddetta "western civilization" è basata su concetti che fanno dell'economicismo il suo cornerstone. Questo è il motivo centrale della corruzione del sistema dominante che sta generando una devastazione totale sul pianeta.

Ho deciso quindi di partecipare "a latere" alla manifestazione, come al solito senza troppo aderire alle sigle e senza mettere firme a petizioni, appelli o altro, fedele alla linea che ho deciso di assumere da un pò di tempo, e cioè quella di Non Governmental Person, che per me significa stare quanto più lontano possibile dal sistema di potere, in tutte le sue forme più o meno istituzionalizzate.

Al di là della solita retorica sull'energia positiva che si respirava in Piazza Garibaldi in quel giorno, ci sono alcune cose importanti che vorrei far notare.

Inventiamo l'avvenire

Il dato più interessante di questo evento è il fatto di vedere individui appartenenti a tanti popoli di diversa nazionalità con l'intento di organizzarsi per lottare per i propri diritti. Io spero che tali individui riescano a conservare una caratteristica che sembra per ora ancora presente in loro. Cioè la loro minore dipendenza da un'etica ispirata dall'economicismo. La contaminazione con il modello di vita occidentale non ha ancora modificato troppo il comportamento degli extracomunitari. Forse. Si legge ancora nei loro occhi (se non sbaglio) una "ingenuità" che lascia una speranza (forse) per un avvenire - appunto - da inventare. (Speriamo!). E secondo me la sostenibilità della vita umana sul pianeta dipende in larga misura dall'abbandono dell'etica economicista attualmente imperante. Certo è difficile non farsi abbagliare dalle luci della città. Temo che in molti di loro ci sia sempre troppo di fuga dalla povertà e ricerca della libertà. Pura illusione forse. Il modello di vita occidentale è (non a caso) come un film hollywoodiano, costituito da un (poco percepibile nella sua reale consistenza) paesaggio "umanamente desertizzato" con un messaggio promozionale di fondo che lascia intravedere il miraggio di una non ben definita e chiara libertà. Questo viene forse percepito da molti migranti come opportunità quando invece è - secondo me - un brodo misto di tante cose che ha l'ingrediente base dell'incertezza, progettata e costruita ad hoc dalle elite dominanti, per ridurre le speranze di una vera organizzazione sociale basata su un equilibrio egalitario. E' una specie di promessa magica che ripete costantemente il suo mantra lisergico "dove tutto può succedere" e che affascina ed illude nella speranza di una vita migliore.

Un corteo promettente

Al di là del fatto che le bandiere di partiti e sindacati rendono il tutto ancora troppo legato allo status quo, cioè ti fa ricordare che siamo comunque in un sistema di governo che prevede istituti burocratici di vecchio stampo, mi sento assolutamente in grado di dire che a 56 anni ho partecipato alla più bella manifestazione della mia vita. Vedere corso Umberto pieno di migranti è stata comunque una bella emozione. La speranza di un futuro diverso dove il popolo diventa protagonista con la propria presenza fisica. L'autorganizzazione dal basso. Istanze sociali e politiche tese ad affermare il diritto di tutti ad essere considerati degni di una vita civile.

La rumorosa assenza

Si è notata la rumorosa assenza di cinesi e cittadini provenienti dall'Europa dell'Est, che pure dovrebbero costituire un folto gruppo etnico anche a Napoli e dintorni. Non so spiegare questo fenomeno se non con il fatto che i cinesi sembrano poco interessati a questioni sociali legate al territorio dove vivono. Forse in seguito al fatto che appartengono comunque ad una superpotenza capace di "proteggere" i propri cittadini attraverso altre dinamiche. Nel caso dei migranti provenienti dall'est Europa forse la loro assenza è dovuta al fatto che in un modo o nell'altro non si sentono affini ai migranti provenienti da Africa e Medio ed Estremo Oriente.

Contro lo sfruttamento

Durante il cammino in Corso Umberto ho raccolto un cartello contro lo sfruttamento sul lavoro dei migranti. Ho portato avanti questo cartello fino alla fine del corteo in Piazza Plebiscito per poi proseguire da solo. Ho continuato ironicamente e provocatoriamente a camminare con il cartello contro lo sfruttamento sul lavoro anche in Via Chiaia, Via Filangeri e Via dei Mille fino a Piazza Amedeo, invitando le commesse ed i commessi dei negozi a non farsi sfruttare. Ho avuto anche così l'occasione di donare € 20,00 ad un africano seduto a terra a chiedere l'elemosina.

Conclusioni

Per me i cittadini dell'Europa e della civiltà occidentale in genere avrebbero l'obbligo morale di concedere volontariamente (in seguito ad una presa di coscienza) un risarcimento dei danni a favore dei migranti: individui e popoli tartassati dalle culture capitaliste ed imperialiste. I loro territori hanno perso molto a causa di quello sfruttamento che consente a "noi" oggi di avere risorse naturali che utilizziamo per il "nostro" benessere materiale. A questo sfruttamento è stato aggiunto uno sfruttamento di ciò che "noi" chiamiamo brutalmente risorse umane. Ciò ha costruito la devastazione odierna che "obbliga" tali persone a migrare verso Europa ed altri Stati "più sviluppati". Per questo le barriere culturali, normativo-burocratiche e fisiche che si interpongono contro il fenomeno migratorio sono anacronisticamente irrealistiche, oltre che ovviamente profondamente ingiuste. Spetta a noi cittadini lavorare contro i governi, per far ragionare i "politici", per far sì che un minimo di decenza egalitaria si possa affermare in Europa.

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