Chi sono

I'm not a V.I.P.  I'm not part of any N.G.O.   I'm a N.G.P (Non Governmental Person)

Sono la reincarnazione dello spirito di un indio dell'Amazzonia brasiliana che morì durante le prime invasioni europee del sud america.

Nel 2002 sono stato 6 mesi nel nord-ovest del Brasile per partecipare ad un progetto di cooperazione allo sviluppo di una ONG di Verona, che riguardava la promozione di sistemi agroforestali negli stati dell'Acre e della Rondonia. Durante quel periodo fui protagonista di episodi un pò strani.

Io credo che qualsiasi attività umana, che si tratti di lavoro, professione, attività imprenditoriale, attività politica o nel no-profit non debba mai lasciar pensare che l'ironia e l'auto-ironia siano sinonimi di scarsa serietà o di mancanza di volontà e determinazione nella fatica che si svolge per raggiungere gli obiettivi preposti. L'ironia spesso viene esercitata quando il peso dello stress nervoso conseguente ad un alto senso di responsabilità si fa troppo gravoso. Nel mondo di oggi essere costantemente seri è molto pericoloso. L'ironia diventa quasi indispensabile, perchè è facile scontrarsi con "demoni maligni" ai quali il lavoro serio fa paura e cercano in ogni modo di ostacolarlo. In questi casi l'ironia può servire a smorzare la tensione che si accumula. Ma bisogna stare anche molto attenti ad usarla, soprattutto l'auto-ironia: molti possono giudicarti "stupido" o "sciocco" ed agire (ignorantemente) contro di te, costringendoti ad usare un registro linguistico o espressivo "basso" per difenderti, mettendoti in difficoltà. E' come in ecologia, una questione di equilibri.

Qualsiasi forma di filosofia o etica ecologica che gli esseri umani volessero abbracciare per vivere in integrazione con la natura, non può prescindere da un sano approccio ad una ecologia della mente. Una buona pratica ecologica deriva dall'uso dell'intelligenza che ci può consentire una profonda comprensione nella nostra mente dei meccanismi della Natura e delle ragioni per un loro rispetto. Senza mai dimenticare che l'ironia e l'auto-ironia possono contribuire ad un sano approccio all'ecologia della mente.

cit. Marco Ricco

Breve storia personale

Ho iniziato ad occuparmi di ecologia poco dopo i 18 anni...

...quando, da poco iscritto alla facoltà di Economia a Napoli, e con l'avvento dell'età del diritto di voto, ho iniziato a notare con fastidio l'accumulo di rifiuti in strada, tipico del paesaggio urbano partenopeo. Di lì a poco, nel 1990, assisto, come molti, ad una delle prime guerre "in diretta TV": la prima Guerra del Golfo. Questi due fenomeni osservati a partire dall'inizio dell'età adulta mi hanno spinto a riflettere su quello che poi ho capito essere i due mali fondamentali dell'umanità (essenzialmente due facce della stessa medaglia). Da un lato la crisi ecologica determinata da uno scarso senso di rispetto verso la Natura (inteso come il pianeta su cui co-abitiamo in qualità di organismi viventi). Dall'altro un sistema culturale eccessivamente diffuso tra gli esseri umani, che spinge questi ultimi ad abbracciare un'etica basata essenzialmente sull'economicismo. I soldi come misura del livello di potere che si può esercitare suglia altri. Questo ha portato gli Europei (diventati Nord-Americani poi) in particolare alla pratica della colonizzazione e della dominazione di altri popoli così come di altri esseri viventi, che ha principalmente come conseguenza diretta la disparità e le ingiustizie economico-sociali che poi danno vita a fenomeni migratori di massa e guerre. Ho sentito la necessità di occuparmi di questi problemi in quanto cittadino di questo pianeta. Da questo senso di responsabilità nasce il mio attivismo che mi ha portato ad organizzare una delle prime dimostrazioni pubbliche sulla raccolta differenziata nella città dove sono cresciuto (Torre del Greco) nei primissimi anni '90. Da lì in poi ho preso parte a tante iniziative pubbliche, sia come individuo singolo che come membro di associazioni ed organizzazioni varie (mi sono occupato per un periodo di cooperazione allo sviluppo con ONG ed altre associazioni, molto di ecologia, aiuto a persone bisognose a vario titolo).

Tutto questo avveniva in un momento storico in cui stava maturando nella coscienza di molti individui la necessità di un forte cambiamento nel modello di sviluppo praticato dal mondo (soprattutto ovviamente quello occidentale). Dopo qualche anno nasce il cosiddetto movimento "No Global" (chiamato così dal sistema dei mass media con il tentativo di "infangare" la vera sostanza di quello che si è dimostrato a tutt'oggi il movimento politico più "globale" e maturo politicamente mai visto nella storia dell'umanità). Il concetto di GLOCALISMO (diffusosi a partire da quel periodo) è la sintesi perfetta per esprimere le istanze che quel movimento presentava al sistema di governo, sotto il famoso slogan di: UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE!

Io posso dire che c'ero!

Quel movimento è stato brutalmente soppresso dal sistema della Polizia mondiale. La sintesi del modus operandi del sistema di governo dell'epoca, è rappresentata simbolicamente dal brutale omicidio di Carlo Giuliani a Genova durante le manifestazioni in occasione del G8 nel luglio del 2001. Tra l'altro tutto questo accade in Italia, un Paese che nel frattempo (dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989) diventa un luogo ideale per sperimentare nuove forme di "fascismo" o comunque di controllo totalitario del dissenso, che fanno leva sulla perpetrazione dell'ignoranza storica da cui nessuno vuole emanciparsi per pigrizia mentale e che fa il paio con una cultura essenzialmente basata sul principio dell'omertà, che viene praticato senza alcuna vergogna. Da quella vicenda ne escono puliti carabinieri, politici, dirigenti, funzionari, e il sistema dei mass media coglie l'occasione per rimpolpare di concetti oscenamente ingiusti, la terminologia della propaganda finalizzata alla minimizzazione di un movimento politico di base che faceva veramente paura per dimensione e per maturità espressiva.

Coincidenza

L'11 settembre di quell'anno due aerei di linea si schiantano sulle torri gemelle di New York: 2977 morti. L'attacco "terroristico" più spettacolare della storia. Da lì in poi gradualmente l'opinione pubblica viene assorbita da altri più infausti eventi. 

E quindi cosa fare?

NonSporcareLaNatura...

per non essere pupazzi senza testa...

Oggi il mondo vive una crisi etico-morale da far paura, in un contesto che si definisce "distopico", dove il sistema di governo può contare su sofisticate tecnologie di controllo che vengono percepite dai cittadini come "asfissianti", che vede movimenti ecologisti attivi in Italia e nel mondo con nomi "drammatici" quali Ultima Generazione o Extinction Rebellion, dove il mondo occidentale capitalista e colonizzatore porta avanti una guerra sempre più spietata contro le culture dissidenti che poco o nulla si fanno contaminare dal mantra consumistico, in particolare oggi rappresentate (per dimensioni) dalle popolazioni dell' "area musulmana". I danni dovuti ad eventi climatici estremi sono sempre più frequenti. L'immigrazione da Paesi "poveri" viene vista sempre più come evento problematico.

In questo contesto vedo sempre più necessario alzare la voce  per una presenza sana che porti la bandiera del rispetto delle varie forme di vita sul pianeta. Difendere l'idea che non è mai troppo tardi per tentare di diffondere il concetto della fratellanza sul pianeta fra tutti gli esseri viventi. Se non c'è questo bisogna appellarsi alle varie forme di rispetto...quella verso la Natura e tutti i suoi esseri viventi. Rispetto umano. E se non c'è manco quella almeno che ci si appelli al rispetto civico. 

NonSporcareLaNatura...anche quella umana. Rispetto della natura e dell'umanità che si sta perdendo sempre di più.

cooperazione e rispetto

Abbiamo bisogno di un nuovo modello culturale basato sull'etica della collaborazione

La competizione va bene al limite solo nello sport, come forma di gioco, con delle regole che devono fortemente limitare la possibilità dell'azione umana. E va corretto il modo in cui si lascia semplicisticamente e di fatto libera la singola persona di interpretare la competizione come essenzialmente basata sul raggiro, sulla truffa, sull'imbroglio, portando a valorizzare dis-valori come la furbizia. L'essere umano deve correggere un bagaglio culturale sbagliato, che ha accumulato per secoli e secoli. La cooperazione tra le specie viventi è un traguardo che si può raggiungere solo se si riesce ad imboccare il giusto percorso di evoluzione. Il che implica fatica e lavoro enormi nel lungo termine.

glocalismo e turismo

Il turismo è un fenomeno di massa che ha raggiunto proporzioni paradossali negli ultimi anni. Un così grande numero di persone che viaggia ha un impatto negativo enorme sull'equilibrio ecologico del pianeta. Tra l'altro assumendo comportamenti di consumo che aumentano l'impronta ecologica di ognuno. Allo stesso tempo tale fenomeno aggiunto a quello dell'avvento di nuove tecnologie di comunicazione "abbastanza peer to peer" dovrebbe essere utilizzato per costruire alleanze dal basso per affrontare i problemi globali che i governo hanno ormai dimostrato di non voler risolvere.

In questa ottica ho pubblicato un sito web che ha lo scopo e la speranza di essere utile in un processo di costruzione di welfare community di "cittadini del mondo" con un senso di responsabilità superiore e con la volontà di opporsi alla cieca devastazione globale che i più stanno mettendo in pratica. Le alleanze che ne nascerebbero potrebbero lavorare a livello locale a favore di equità ed ecologia, diffondendo attraverso il web pratiche sostenibili di glocalismo virtuoso, che si rafforzerebbe dalla interazione comunicativa tra le varie comunità stesse.

Azioni Dirette

Da alcuni anni faccio azioni dirette, cioè forme di protesta o di sensibilizzazione praticate in prima persona che hanno lo scopo di dimostrare come i cittadini potrebbero attivarsi per sollecitare chi di dovere a lavorare per il benessere collettivo. Nel blog illustro alcune di queste azioni dirette